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Il processo decisionale

“Nel momento della decisione, la cosa migliore che puoi fare è la cosa giusta, la seconda cosa migliore che puoi fare è la cosa sbagliata, mentre la cosa peggiore che puoi fare è non fare nulla.” Theodore Roosevelt

Facciamo continuamente delle scelte, sono all’ordine del giorno, nella maggior parte dei casi sono decisioni automatiche dovute alle abitudini, spesso invece prendere una decisione può essere un processo più lungo, impegnativo e complesso ed ancora di più se abbiamo la responsabilità di dover prendere decisioni che si ripercuotono non solo su noi stessi, ma anche su altri, che siano nell’ambito personale o professionale. Quando sembra di non avere scelta, possiamo sempre valutare come affrontare situazioni nuove, imparando che è differente ciò che dobbiamo accettare da ciò che possiamo influenzare. I manager e gli imprenditori fanno scelte che possono avere un impatto sul business ogni giorno. Per garantire che traccino la giusta rotta, le decisioni devono considerare attentamente il problema, utilizzare le informazioni più pertinenti e produrre gli impatti previsti. Il processo decisionale può essere considerato come il risultato di processi mentali (cognitivi ed emozionali) che determinano la selezione di una linea d’azione tra diverse alternative. Prendere delle decisioni richiede la valutazione di almeno due opzioni che differiscono rispetto a diverse caratteristiche ed elementi. La selezione di un’opzione a scapito di un’altra, richiede che l’individuo (o il gruppo) metta in atto una valutazione complessiva delle diverse alternative, utilizzando specifiche modalità di ricerca, elaborazione delle informazioni e strategie decisionali. Processo, possibili tecniche e strategie sono ingredienti fondamentali nella natura del decision making e l’attenzione consapevole e allenata ad essi può rappresentare un vantaggio per la produzione delle migliori decisioni possibili all’interno di ogni contesto organizzativo, un processo vitale per qualsiasi azienda; è fondamentale prendersi del tempo per mettere in pratica i passaggi decisionali quando le opportunità di business lo consentono ed imparare da ogni decisione presa. Più esperienza si acquisisce, più si sarà a proprio agio ed efficaci. La qualità del processo decisionale è spesso giudicata in base al fatto che le parti coinvolte interessate siano soddisfatte o meno della decisione. Sebbene ciò possa essere significativo a breve termine, non è un parametro utile per determinare l'efficacia del processo decisionale di un manager a lungo termine. Ma è significativo ed efficace quando è : i. riuscito (raggiunge il suo scopo a lungo termine); ii. responsabile (si è agito secondo le loro responsabilità e competenze); iii. forte (è stato utilizzato un processo solido per prendere la decisione); iv. difendibile (la motivazione della decisione può essere spiegata ad altri); v. inclusivo (in quanto le persone che nell’eventualità sono interessate dalla decisione sono state consultate). Queste caratteristiche contengono anche suggerimenti per i manager interessati a creare le condizioni per un processo decisionale migliore. Ad esempio, se l'ambito delle responsabilità di un membro del personale non è stato adeguatamente definito, la sua capacità di prendere decisioni responsabili è inibita. E la solidità del processo decisionale è spesso compromessa quando il personale è messo sotto pressione per prendere decisioni troppo rapidamente. Difendibile non significa che ogni decisione debba sempre essere supportata da prove concrete, ma significa che si deve essere in grado di spiegare la loro logica anche se è ampiamente basata sull'intuizione. Prendere decisioni può essere considerato un processo nella misura in cui trasforma un input (le diverse alternative) in output (la decisione) e può essere scomposto in 4 fasi: i. inquadrare la situazione in modo appropriato; ii. individuare le alternative possibili valutando anche nuovi scenari; iii. valutare le alternative; iv. decidere. Ci sono alcune modalità che sarebbe meglio evitare ed altre da approfondire maggiormente; tra le prime, evitare di accettare automaticamente l’inquadramento ed i paradigmi iniziali e nel caso si fosse in gruppo cercare di imporre il proprio scenario di riferimento. Da favorire invece il ricordarsi che il punto di vista soggettivo modifica la visione stessa, considerare il problema da una prospettiva esterna e se si è in gruppo, porre attenzione ai punti di vista degli altri, facendo domande aperte che incoraggino la valutazione di nuovi scenari che possano stimolare il confronto. È importante considerare il processo decisionale come una competenza manageriale fondamentale che permetta di avere l'opportunità di rivedere il proprio approccio e, se necessario, apportarne modifiche. Un buon punto di partenza è avere una chiara comprensione di ciò che rende efficace una decisione, esaminare da vicino il processo necessario per arrivare a decisioni efficaci, la selezione e l'applicazione di strumenti appropriati e la consapevolezza di dove ciascuno può essere utile.

Cambia il modo di guardare le cose e le cose che guardi cambiano.” (Wayne Dyer)

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